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		<title>example.com: Latest News</title>
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			<title>example.com: Latest News</title>
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		<lastBuildDate>Sun, 29 Aug 2010 14:35:00 +0200</lastBuildDate>
		
		
		<item>
			<title>IPERCOOP DI LIVORNO: SCIOPERO RIUSCITO</title>
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			<description>La Rsu USB dell'Ipercoop di Livorno ha dichiarato (ieri in tarda serata in forma immediata)...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify" class="bodytext">La Rsu USB dell'Ipercoop di Livorno ha dichiarato (ieri in tarda serata in forma immediata) sciopero per l'intera giornata di oggi nei reparti di produzione.<br /><br />Lo sciopero - tuttora in corso e che ha visto l'adesione pressoché totale dei dipendenti interessati dalla vertenza, tanto che i reparti gastronomia, pescheria, gelateria e cucina del centro commerciale sono chiusi da questa mattina- è stato proclamato per chiedere l'immediata applicazione del CCNL di categoria dopo una lunga trattativa che non ha portato risultati soddisfacenti.</p>
<p align="justify" class="bodytext">&nbsp;</p>
<p align="justify" class="bodytext">In pratica, nell'Ipercoop di Livorno, ma in generale nella grande distribuzione, i lavoratori svolgono mansioni superiori senza che le stesse siano retribuite. Spesso si tratta di lavoratori Part-Time con anni di anzianità e nessuna prospettiva di aumenti orario, di conseguenza con stipendi che non consentono di arrivare alla fine del mese, ma neanche alla terza settimana.</p>
<p align="justify" class="bodytext"><br />Le lavoratrici e i lavoratori dell'ipermercato hanno incrociato le braccia contro l'arroganza dell'azienda che non intende riconoscere le professionalità e continua a sfuggire ad un confronto serio con la nostra organizzazione sindacale, in spregio alla democrazia, dato che in molte realtà siamo maggiormente rappresentativi, e contestualmente nega un miglioramento delle condizioni di lavoro imposto dal contratto di categoria.</p>
<p align="justify" class="bodytext">&nbsp;</p>
<p align="justify" class="bodytext">Da questa mattina le RSU USB presidiano la saletta sindacale dell'Ipermercato per fornire spiegazioni e chiarimenti, contestualmente hanno proclamato lo stato di agitazione, (il quale potrà portare ad altre forme di protesta nei prossimi giorni), che si sono dichiarate pronte a revocare in caso di disponibilità aziendale a riavviare un dialogo sull'argomento. Inoltre per lunedì è annunciata un'assemblea dei dipendenti, per valutare quanto accaduto e decidere come proseguire la vertenza.</p>
<p align="justify" class="bodytext">&nbsp;</p>
<p align="justify" class="bodytext">Unicoop Tirreno sposa in pieno la filosoFIAT, in realtà è già da tempo che rifiuta qualsiasi confronto con i rappresentanti sindacali e procede con scelte unilaterali, in molti casi lascia inapplicato il CCNL di categoria senza il disturbo di dover creare una NEWCO, non ottempera alle sentenze di reintegra della magistratura del lavoro e passa sui diritti e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>
<p align="justify" class="bodytext">&nbsp;</p>
<p align="justify" class="bodytext">USB respinge al mittente l'attacco ai diritti e al salario delle lavoratrici e dei lavoratori e la riuscita di questo sciopero ne è la dimostrazione.</p>
<p align="justify" class="bodytext">&nbsp;</p>
<p align="justify" class="bodytext">Roma, 28 agosto 2010</p>
<p align="justify" class="bodytext">&nbsp;</p>
<p align="right" class="bodytext">USB Lavoro Privato</p>]]></content:encoded>
			<category>servizi commercio turismo</category>
			
			
			<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 14:35:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Firmato accordo riconoscimento tra usb e la soc. pegaso 97 (McDonald di Torrimpietra e Civitavecchia)</title>
			<link>http://www.lavorivariabili.it/index.php?id=20&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=25415&#38;cHash=8afe651e42&#38;MP=63-642</link>
			<description>Il giorno 23 Agosto è stato sottoscritto l’accordo tra la nostra O/S e la soc. Pegaso 97 che, di...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Il giorno 23 Agosto è stato sottoscritto l’accordo tra la nostra O/S e la soc. Pegaso 97 che, di fatto, è il nome della società che gestisce i McDonald di Torrimpietra e Civitavecchia.<br />“Alcuni lavoratori di McDonald si sono rivolti a noi per rappresentarci la loro situazione e i problemi che vivevano, ed ancora vivono, nella loro azienda.” Afferma Andrea Cavola del Coordinamento Nazionale USB – Lavoro Privato.<br />Abbiamo trovato una situazione estremamente particolare non tanto e non solo per le condizioni di lavoro e per le violazioni contrattuali che ci sono state rappresentate, ma soprattutto perché i dipendenti sono pressoché tutti precari (Apprendisti e Tempo Determinato) ed il più “vecchio” di loro non arriva a 30 anni.<br />Abbiamo trovato molto timore, ovviamente, nel rivolgersi al sindacato del quale molti, addirittura, ignoravano letteralmente cosa fosse. Insieme a Stefano Castori del Coordinamento Provinciale di Roma abbiamo scelto la strada di effettuare numerose micro assemblee per essere più efficaci ed arrivare ad un contatto quasi personale. Al termine di questi incontri il 70% del personale ha deciso di iscriversi a USB e con questa forza abbiamo chiesto ed ottenuto un incontro nel corso del quale, oltre ad impostare relazioni sindacali ufficiali, abbiamo sottoposto all’azienda molti temi (Ferie, malattie, permessi, turni, ecc.) solo per citarne alcuni, a cui l’azienda fornirà una risposta nel prossimo incontro già previsto per il 9 Settembre, per il quale abbiamo comunque la convinzione che su questi temi troveremo un accordo che migliori in modo sensibile le condizioni di lavoro di queste persone.<br />L’esperienza che si è aperta è bellissima – continua Cavola – anche perché stiamo cercando di calarci completamente nella mentalità di questi giovani precari con grande umiltà ed ascoltandoli molto, ascoltando i loro desideri, le loro preoccupazioni, i loro problemi, senza avere arroganza e la supponenza di chi, venendo da una storia e da una generazione così diversa come la nostra, sia portato magari a dire “non sono questi i problemi che contano veramente, adesso vi spieghiamo noi”.<br />Finora ha funzionato, speriamo continui e magari si allarghi ad altre realtà analoghe.</p>]]></content:encoded>
			<category>comunicati</category>
			
			
			<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 11:55:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>VERTENZA OMNIA NETWORK: NON SARA’ L’ULTIMA  SPIAGGIA! 18 agosto 2010 Presidio a Ostia</title>
			<link>http://www.lavorivariabili.it/index.php?id=20&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=25380&#38;cHash=7d9d4c9352&#38;MP=63-642</link>
			<description>Presidio al Pontile di Ostia
Giovedì 18 agosto 2010
dalle ore 16,00 alle ore 20,00</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">La lotta dei lavoratori Omnia Network non va in vacanza, ma si sposta al mare. I lavoratori che presidiano la Sede di Via Staderini sposteranno il presidio giovedì pomeriggio presso il Pontile di Ostia, con distribuzione di volantini al suono delle vuvuzela.</p>
<p class="bodytext"><br />La storia dei 150 dipendenti della OMNIA NETWORK&nbsp; ricorda molto quella AGILE-EUTELIA.&nbsp; Fino al 13 luglio scorso, data in cui la British Telecom interrompe il servizio telefonico per insolvenza, gli operatori effettuavano attività di Help desk per le Agenzie fiscali (entrate, dogane e territorio), malgrado si tratti di un servizio di pubblica utilità. Poi la Sogei, Società di Information e Comunication Teconology del Ministero delle Finanze che ha affidato l’appalto ad Omnia Network, a fine luglio ha trasferito in urgenza e senza gara il servizio ad Alma Viva, senza considerare i lavoratori occupati e professionalizzati da anni.</p>
<p class="bodytext"><br />“Come Eutelia&nbsp; - dichiara Maria Teresa Pascucci della Usb – i lavoratori di Omnia Network sono stati vittime negli scorsi anni dell’artificio economico delle scatole cinesi, con spostamento di debiti e lavoratori presso società destinate al fallimento, alla cui dirigenza ricorrono spesso gli stessi nomi.</p>
<p class="bodytext"><br />Questo sistema ha determinato una lievitazione dei costi del servizio pubblico, visto anche il mancato controllo da parte di Sogei sul versamento delle spettanze previdenziali e fiscali, fino alla perdita oggi di 150 posti di lavoro”.</p>
<p class="bodytext"><br />“E’ grave – continua la sindacalista USB - che tutto ciò si verifichi per l’affidamento di un servizio da parte della Pubblica Amministrazione, in particolare del Ministero delle Finanze. Per questo abbiamo chiesto ed ottenuto per i primi di settembre un incontro con tutte le parti in causa, Sogei e Ministero compresi. Per questo l’On. Evangelisti IDV&nbsp; ha presentato una interrogazione parlamentare anche al Ministro della Funzione Pubblica”.</p>
<p class="bodytext">“La Sogei nel frattempo ha già bandito la nuova gara – conclude Pascucci – e per questo non ci fermeremo, continueremo con le iniziative di lotta contro chi vorrebbe trasformare i lavoratori che subiscono la crisi in un esercito di disperati invisibili”.</p>]]></content:encoded>
			<category>comunicati</category>
			
			
			<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 08:44:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Coop Tirreno: l’inganno del salario variabile</title>
			<link>http://www.lavorivariabili.it/index.php?id=20&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=25210&#38;cHash=d9ad0ed5ff&#38;MP=63-642</link>
			<description> Anche quest’anno i lavoratori di moltissimi IPERMERCATI E SUPERMERCATI COOP non hanno vista...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">&nbsp;Anche quest’anno i lavoratori di moltissimi IPERMERCATI E SUPERMERCATI COOP non hanno vista erogata la parte di salario legata agli obbiettivi, il cosiddetto Salario Variabile.Vediamo di capire il perché, vediamo di capire se la flessibilta, la disponibilità, il sudore che i lavoratori hanno messo sul campo durante l’anno non è stato sufficiente, o se i meccanismi che permettono l’erogazione del salario accessorio non siano poco controllabili o sbilanciati nei confronti della parte padronale:</p>
<p class="bodytext">Il lavoratore salariato, per definizione, dovrebbe percepire uno stipendio per il lavoro che svolge, non partecipa ai rischi d’impresa, ne si spartisce gli utili a fine anno, perché legare il suo salario alla produttività? Perché creare un nuovo lavoro a cottimo? Noi crediamo che l’accordo fatto dall’azienda con i sindacati confederali non sia funzionale per i lavoratori, avremmo voluto un aumento reale per tutti piuttosto che un aumento del tipo “forse, se sei bravo, e lo decido io, secondo i parametri che impongo e che tu non controlli.”</p>
<p class="bodytext">E’ quantomeno anomalo che un Caporeparto percepisca il salario variabile e i Lavoratori dello stesso reparto no, ma se si legano i parametri a obbiettivi diversi ecco spiegato l’arcano, il Caporeparto più ci “spreme” e più raggiunge i suoi obbiettivi, e noi, forse inconsapevolmente, facciamo il suo gioco, ci rendiamo iper flessibili, iper disponibili, iper accondiscendenti, a volte ci spogliamo anche della nostra dignita di lavoratori per “il bene dell’azienda”, ma ciò serve a far percepire premi al nostro diretto superiore e spesso nulla a noi.</p>
<p class="bodytext">Se l’azienda è una macchina noi siamo le ruote, anche una Ferrari senza ruote non può correre. Le aziende scaricano la crisi su di noi Lavoratori, ma non tagliano sui salari dei manager, non rinunciano ai benefit, a volte sbagliano investimenti, e il risultato è l’assottigliamento dei nostri salari e del loro potere d’acquisto. Crediamo che l’unica strada da percorrere per riappropriarci della nostra dignità di Lavoratori sia quella della rivendicazione dell’importanza che abbiamo, dobbiamo dimostrare che la macchina senza ruote resta al palo e che noi vogliamo la nostra giusta parte.</p>
<p align="justify" class="bodytext">La soluzione a questa vera e propria “ingiustizia” è quella di tornare a contrattare degli aumenti degni di tale nome, degli aumenti strutturali e commisurati al costo reale della vita. Il profitto non cala, il profitto recupera la parte persa dalla crisi dai nostri già magri stipendi, noi che facciamo? </p>
<p align="justify" class="bodytext"><br /><br /></p>
<p align="justify" class="bodytext">Il Lavoro è nobile e noi non lo svendiamo…</p>
<p align="justify" class="bodytext"><br /><br /></p>
<p align="right" class="bodytext">USB Lavoro Privato</p>
<p class="bodytext">&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			<category>servizi commercio turismo</category>
			
			
			<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 12:50:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>SCIOPERO DEGLI OPERAI METALMECCANICI DEL CMP DI BOLOGNA</title>
			<link>http://www.lavorivariabili.it/index.php?id=20&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=24877&#38;cHash=d2494127ef&#38;MP=63-642</link>
			<description>USB/RdB ha indetto per il giorno 24/06 lo sciopero dei lavoratori metalmeccanici dipendenti della...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">USB/RdB ha indetto per il giorno 24/06 lo sciopero dei lavoratori metalmeccanici dipendenti della Stac Italia (subappalto Poste- Elsag del gruppo Finmeccanica)  nel Centro Meccanizzazione Postale di Bologna. Operai altamente specializzati addetti alla manutenzione degli impianti postali.</p>
<p class="bodytext"> In particolare i lavoratori denunciano: mancanza del pagamento delle maggiorazioni,  turni irregolari, non rispetto dei riposi, trasferte, eccessivi carichi lavorativi, assenza di sala mensa aziendale . </p>
<p class="bodytext"> Problemi gravi e accumulati sui quali la direzione aziendale si rifiuta di aprire un confronto sindacale. </p>
<p class="bodytext"> Lo sciopero di due ore si articolerà su quattro turni: </p>
<p class="bodytext">TURNO 3 del 23/06 dalle 4.00 alle 6.00 (del 24/06) </p>
<p class="bodytext">TURNO 1 del 24/06 dalle 6.00 alle 8.00 </p>
<p class="bodytext">TURNO 2 del 24/06 dalle 20.00 alle 22.00 TURNO GIORNALIERO del 24/06 ultime due ore dello stesso. </p>
<p class="bodytext"> p. USB/ RdB lavoro privato Bologna </p>
<p class="bodytext">Delussu Valentina </p>
<p class="bodytext">3470467720 </p>
<p class="bodytext">&nbsp;</p>
<p class="bodytext">Rsa USB/RdB Stac Italia </p>
<p class="bodytext">Cafiero Silvestro </p>
<p class="bodytext">3474464919 </p>]]></content:encoded>
			<category>comunicati</category>
			
			
			<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 15:19:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Call center Omnia Network: stabilizzati i precari</title>
			<link>http://www.lavorivariabili.it/index.php?id=20&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=24298&#38;cHash=660529c350&#38;MP=63-642</link>
			<description>CALL CENTER:  FINALMENTE STABILIZZATI
86 PRECARI DELL’ OMNIA NETWORK </description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Con la firma dei verbali di conciliazione presso la Direzione Provinciale del Lavoro di Roma, si è concluso il processo di stabilizzazione di 86 precari storici del Call Center Omnia Network di Roma, che svolge attività di Help Desk per l’Agenzia delle Entrate, delle Dogane e del Territorio, su appalto Sogei.</p>
<p class="bodytext">La Federazione Nazionale RdB esprime soddisfazione per la conclusione di una vertenza che la stessa RdB ha proposto e sostenuto, rivendicando con fermezza la stabilizzazione dei precari  e dimostrando per l’ennesima volta che l’apposizione di un termine al contratto di lavoro non può costituire motivo di abuso e di elusione del principio generale secondo il quale il contratto di lavoro, per sua natura, è a tempo indeterminato.</p>
<p class="bodytext">La RdB ringrazia tutte le lavoratrici ed i lavoratori che le hanno dato fiducia ed i delegati che hanno seguito la vertenza con sacrificio personale e capacità sindacale. Senza la componente chiave, I LAVORATORI, non si raggiungono i risultati che oggi ci troviamo a celebrare.</p>
<p class="bodytext"> Felici degli esiti ottenuti, siamo consci che molto altro c’è da fare, a cominciare dal riconoscimento delle professionalità acquisite, per arrivare a non disperdere le stesse in caso del cambio di appalto degli enti per i quali l’Omnia Network svolge il servizio. </p>
<p class="bodytext">Già da  domani mattina ci apprestiamo ad affrontare queste problematiche con la maggior consapevolezza dei lavoratori che hanno avuto la prova tangibile, riappropriandosi dello strumento sindacale,  che la lotta paga e che UNITI SI PUO’ !!! Roma, 17 maggio 2010</p>
<p align="center" class="bodytext"> Federazione Nazionale RdB</p>]]></content:encoded>
			<category>comunicati</category>
			
			
			<pubDate>Mon, 17 May 2010 21:38:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Ipercoop Sarzana (SP): no alla pagelline per i lavoratori </title>
			<link>http://www.lavorivariabili.it/index.php?id=20&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=24032&#38;cHash=f60c2847e6&#38;MP=63-642</link>
			<description>SCHEDE PPVC</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Dal 1 Aprile 2010 la Cooperativa ha iniziato a consegnare le “pagelline”. </p>
<p align="justify" class="bodytext"> Sapendo che all ’addetto non verrà chiesto se condivide o meno la valutazione (essendo infatti questa non in discussione) ci sentiamo in dovere sia come lavoratori che come sindacato di condividere con i colleghi le nostre considerazioni. </p>
<p align="justify" class="bodytext"> 1 – Persone ormai adulte e con una più che decennale esperienza si vedono costrette a subire l’umiliazione di una valutazione di tipo scolastico dove al professore viene sostituito il capo-reparto. </p>
<p align="justify" class="bodytext"> 2 – Il colloquio individuale è terreno fertile per favorire la denigrazione fra colleghi, aumentando così livelli di criticità eventualmente presenti all’interno dei singoli reparti. </p>
<p align="justify" class="bodytext"> 3 – L'illustrazione del progetto fatta dalla Cooperativa alla RSU, non ci ha convinto per nulla. Temiamo che le valutazioni avranno pesanti conseguenze sulla futura vita lavorativa di ciascun addetto e incideranno sul salario variabile. </p>
<p align="center" class="bodytext"> Il Coordinamento RdB Ipercoop Centroluna Sarzana</p>]]></content:encoded>
			<category>comunicati</category>
			
			
			<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 17:22:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Collegato Lavoro: nota congiunta SdL RdB e Coordinamento dei Legali</title>
			<link>http://www.lavorivariabili.it/index.php?id=20&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=23861&#38;cHash=ad79d8a170&#38;MP=63-642</link>
			<description>Oggetto: contributo sul cd “Collegato Lavoro”
 Onorevole Presidente, essendo ripreso presso la...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">Oggetto: contributo sul cd “Collegato Lavoro”</p>
<p align="justify" class="bodytext"> Onorevole Presidente, essendo ripreso presso la Commissione da Lei presieduta l’esame del testo del collegato lavoro alla luce del motivato messaggio di rinvio alle Camere del Presidente della Repubblica, e preso positivamente atto dell’intenzione del Parlamento di confrontarsi con le parti sociali, avevamo richiesto di essere convocati con lettera del 13 Aprile 2010. In pari data è giunta la Sua risposta negativa rispetto all'audizione e la richiesta di un eventuale contributo scritto.</p>
<p align="justify" class="bodytext"> Sappiamo bene di rappresentare persone, ragioni ed una complessiva lettura della società diversa da quella di gran parte  dei membri della commissione, e però crediamo che non solo anche tale punto di vista possa e debba esprimersi ma che sia comunque per noi necessario esporvi come il collegato lavoro necessiti di una profonda revisione anche alla luce delle stesse linee di sviluppo economico e sociale che pure vengono formalmente poste a fondamento degli atti dell’attuale maggioranza e che sono invece  completamente sconfessate dal testo. </p>
<p align="justify" class="bodytext"> Ed infatti lo stesso Sole24 ore (come noto organo della Confindustia) solo lo scorso 7 aprile rilevava come “l'Italia non sia nelle condizioni di trarre vantaggio né dalla sua relativa arretratezza (testimoniata dalla presenza di vaste aree ancora poco sviluppate), né dalla sua relativa modernità. I problemi principali che limitano la nostra capacità di crescita sono noti. In primo luogo, la forza lavoro è poco istruita. La percentuale di popolazione tra i 25 e i 64 anni con almeno un diploma di scuola superiore è di circa il 52%, contro l'84% della Germania e il 69% della Francia. Inoltre, percentuali enormi di giovani, donne e anziani sono inattive” o condannati ad un continuo regime di precarietà indotto dalle “recenti liberalizzazioni del mercato del lavoro” che per altro “non hanno determinato la formazione di un sistema salariale” adeguato da cui il più imponente crollo del reddito delle famiglie degli ultimi vent’anni e il conseguente drastico arretramento dei consumi.  Aggiungendosi come i destinatari di tale precarietà sono “individui giovani e relativamente istruiti, cioè i soggetti che possono meglio contribuire alla crescita economica del paese” a cui per altro va aggiunto come “il sistema degli ammortizzatori sociali” li privi  “di adeguata copertura”. Ed inoltre “il sistema della scuola e della formazione superiore è obsoleto e di bassa qualità” e “il sistema fiscale è eccessivamente concentrato sul lavoro e sull'impresa” invece che sulla rendita, per altro all’interno di mercati che – ad eccezione di quello del lavoro precarizzato – rimangono “rigidi e poco competitivi”.</p>
<p align="justify" class="bodytext"> Ebbene, assumendo che tale sia anche la vostra analisi, non possiamo che rilevare come il collegato lavoro non solo non vada nella direzione di risolvere questi problemi ma in quella esattamente opposta. </p>
<p align="justify" class="bodytext"> Quanto alla complessiva tematica dell’arbitrato siamo a richiamarci alle ben esposte ragioni di cui al motivato messaggio del Presidente Napolitano. Riteniamo però indispensabile aggiungere come, proprio in ragione dell’indefettibile obbligo di rispettare “i principi della volontarietà dell'arbitrato e della necessità di assicurare una adeguata tutela del contraente debole” a cui il Presidente ha richiamato le Camere, l’unico strumento posto a tutela di tali principi nell’originario testo – ed evidentemente ritenuto insufficiente stante l’avvenuto rinvio alle Camere -  era la previsione della clausola compromissoria  “solo ove ciò sia previsto da accordi interconfederali o contratti collettivi di lavoro stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale” (art. 31 comma 9). Al riguardo rileviamo come l’unica possibilità di ritenere tale previsione in qualche modo attestante la “volontarietà” del lavoratore e quindi posta a “tutela” della sua debolezza contrattuale sia quello di applicare a tale previsioni gli ordinari criteri civilistici della rappresentanza limitando gli effetti di tali eventuali accordi a quei soli lavoratori che aderiscano ai detti sindacati e che altresì possano quindi democraticamente concorrere alla formazione prima ed eventualmente alla critica e alla modifica o rimozione poi dei detti accordi qualora ritenuti non satisfattivi. Senza tale basilare principio di democrazia sindacale e di rispetto dei diritti e della volontà individuale dei lavoratori è impossibile ritenere tale previsione in modo alcuno strumento di “volontarietà” e “tutela” ed anzi essa risulterebbe null’altro che un abdicare, in favore di soggetti di natura privatistica e al di fuori di qualsiasi  criterio di verifica democratica, dei principi statuali in quanto “solo il legislatore può e deve stabilire le condizioni perché possa considerarsi &quot;effettiva&quot; la volontà delle parti di ricorrere all'arbitrato; e solo esso può e deve stabilire quali siano i diritti del lavoratore da tutelare con norme imperative di legge e quali normative invece demandare alla contrattazione collettiva”, come correttamente rilevato dal Presidente Napolitano.</p>
<p align="justify" class="bodytext"> Ma ci teniamo altresì a rilevare come la fuga dalla giurisdizione e dalla cultura dei diritti e della qualità del lavoro, amplificando così tutti i problemi del sistema Italia sopra richiamati, non si ritrovano solo nella previsione della possibilità di imporre al momento genetico del rapporto una clausola di compromesso ad arbitrato secondo equità dei diritti controversi che insorgeranno nel rapporto ma  - forse ancor più – nelle ulteriori previsioni del testo. E infatti è lo stesso messaggio del Presidente che afferma come “al di là delle osservazioni fin qui svolte a proposito dell'articolo 31, è da sottolineare l'opportunità di una riflessione anche su disposizioni in qualche modo connesse - presenti negli articoli 30, 32 e 50 - che riguardano gli stessi giudizi in corso e che oltretutto rischiano, così come sono formulate, di prestarsi a seri dubbi interpretativi e a potenziali contenziosi”. Tale affermazione – come reso esplicito dall’avverbio “oltretutto” – non invita le Camere a rivedere il contenuto dei predetti articoli solo per i “dubbi interpretativi” conseguenti alla loro innegabile cattiva fattura, ma prima ancora in quanto gli stessi condividono i medesimi profili di anticostituzionalità trattandosi di “disposizioni in qualche modo connesse”. E quindi l’intera previsione secondo la quale la effettiva &quot;volontarietà delle negoziazioni con speciale riguardo ai rapporti di lavoro ed alla tutela dei diritti del lavoratore in sede giurisdizionale” impone che ogni termine decorra “dalla cessazione del rapporto” richiamandosi appositamente “le sentenze della Corte Costituzionale n. 63 del 1966, n. 143 del 1969, n. 174 del 1972, n. 127 del 1977, n. 488 del 1991, nn. 49, 206 e 232 del 1994, n. 54 e 152 del 1996, n. 381 del 1997, n. 325 del 1998 e n. 221 del 2005” fa conseguire la certa anticostituzionalità anche dei termini decadenziali imposti ai lavoratori precari alla scadenza di ciascun contratto in caso di reiterazione degli stessi, e ai lavoratori trasferiti o oggetto di cessione di ramo d’azienda. Così come ovviamente contrasta con “una adeguata tutela dei diritti più rilevanti del lavoratore (da quelli costituzionalmente garantiti agli altri che si ritengano ugualmente non negoziabili)” sia la previsione della forfetizzazione del danno dei lavoratori precari, il travolgimento delle sentenze relative ai contratti a progetto di cui all’art. 50, i termini decadenziali di 180 giorni per le azioni giudiziarie afferenti ai più rilevanti e costituzionalmente garantiti tra i diritti dei lavoratori. Ed ugualmente contrastano con il “fondamentale principio di statualità ed esclusività della giurisdizione (art. 102, primo comma, della Costituzione)” tutte le previsioni dell’art. 30 e cioè sia la vincolatività della contrattazione individuale certificata sia il limite al vaglio giudiziale.</p>
<p align="justify" class="bodytext"> Al riguardo rileviamo come, qualora tale previsioni dovessero essere riproposte immutate alla firma del Presidente, il necessario punto di caduta  del loro combinato disposto e comunque di quelle che riguardano i lavoratori atipici è che l'obbligo di impugnare entro 60 giorni dalla cessazione del rapporto i contratti a termine o co.co.pro o di lavoro interinale, renderà impossibile giustiziare tutti quei casi (e cioè praticamente tutti) ove il lavoratore speri nella richiamata in servizio che avviene solitamente con intervalli maggiori a tale termine. Ed infatti se a ciò si aggiunge che in caso di vittoria non si potrà più avere neppure il pieno risarcimento del danno ma solo alcune mensilità, se ne evince l'assoluta irragionevolezza per il lavoratore di impugnare nei 60 giorni successivi alla scadenza del termine perdendo il posto ancorché precario e rinunciando definitivamente alla aspettativa di essere richiamati in servizio, e l'assoluta irragionevolezza per i datori  di assumere a tempo indeterminato essendo i &quot;vecchi&quot; ancora tutelati dall'art. 18 S.L. (con effetti ripristinatori e risarcitori reali)  mentre i precari liquidabili, nei rari casi in cui non incappassero nella doppia decadenza o nella clausola compromissoria preventiva ed irrevocabile, con piccolissime somme.  </p>
<p align="justify" class="bodytext">  A prescindere ora dai profili di incostituzionalità e di contrasto con la normativa Europea, davvero evidentissimi,  rileviamo come l’Italia sia rimasto l’unico paese in Europa a non avere già approvata o in discussione su proposta della maggioranza una legge sul reddito (ed anzi con proposte dell’opposizione parlamentare in alcuni casi addirittura peggiorative rispetto al triste esistente). Ciò che produrrebbe l’approvazione immutata del collegato lavoro diverrebbe quindi un definitivo attacco &quot;generazionale&quot; all'unica forma di reddito esistente: il lavoro e il salario. Al riguardo va ricordato ancora come il lavoro precario nella sua grandissima parte riguardi i giovani (e nella porzione residua per lo più il lavoro femminile e migrante) e che su essi graverà sostanzialmente anche il peso della clausola compromissoria. Ciò detto  la scelta di rendere il precariato l’unica ed ingiustiziabile forma futura di lavoro in assenza di qualsivoglia introduzione di forme di welfare e di rimodulazione del carico fiscale, e nell’ulteriore smantellamento della scuola (ricordiamo che l’obbligo scolastico viene ridotto di un anno dall’art. 49 del collegato), all’interno di mercati sempre più oligopolistici e dominati da rendite di posizione lecite e spesso anche illecite,  è la precisa scelta di costringere la generazione dei ventenni e dei quarantenni (e le donne e i migranti) a pagare un tributo pesantissimo. E ciò avviene condannando tutto il sistema economico del paese e le future generazioni.  </p>
<p align="center" class="bodytext"> 		Distinti saluti </p>
<p align="left" class="bodytext"> Pierpaolo Leonardi per Federazione RDB &nbsp; </p>
<p align="left" class="bodytext">Fabrizio Tomaselli per SdL intercategoriale </p>
<p align="left" class="bodytext">Carlo Guglielmi e Arturo Salerni per il Coordinamento dei Legali </p>
<p align="left" class="bodytext">   Roma, 14 Aprile 2010 </p>
<p align="left" class="bodytext"> Per contatti: RdB </p>
<p align="left" class="bodytext">Tel. 06 762821 Fax 06 7628233</p>
<p align="left" class="bodytext"> federazione@rdbcub.it </p>
<p align="left" class="bodytext"> SdL </p>
<p align="left" class="bodytext">Tel. 06 59640004 Fax 06 54070448 </p>
<p align="left" class="bodytext">segreterianazionale@sdlintercategoriale.it </p>]]></content:encoded>
			<category>comunicati</category>
			
			
			<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 15:14:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
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			<title>VERTENZA DESPAR - INTERSPAR - EUROSPAR</title>
			<link>http://www.lavorivariabili.it/index.php?id=20&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=23730&#38;cHash=a29f4fbfee&#38;MP=63-642</link>
			<description>IMPEDIREMO IL FALLIMENTO</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="bodytext">I lavoratori passano all'azione di lotta e dichiarano lo stato di agitazione in tutto l'impero Della Monica rappresentato da 31 società di cui le principali occupano circa 1200 dipendenti nella regione Campania: CAVAMARKET Spa, GDS srl, HDC Spa, LC srl e TO srl.  Oggi pomeriggio, in un'assemblea spontanea, stanchi e delusi dalle notizie apprese dai giornali, i lavoratori hanno convocato tutti i dipendenti del gruppo in una assemblea generale permanente alla zona industriale di Salerno presso la sede centrale della holding Della Monica dove sono concentrate tutte le strutture strategiche e di direzione. L'assemblea inizia domani mattina alle 8,30: tra i primi punti in discussione c'è la partecipazione diretta dei lavoratori alla trattativa, le azioni di lotta da intraprendere e il piano industriale di rilancio che solo i lavoratori possono presentare per la competenza, la professionalità e i sacrifici che loro hanno dimostrato in anni e anni di completa dedizione all'azienda. </p>
<p align="justify" class="bodytext"> I lavoratori invitano i media e la stampa alla partecipazione affinchè portino l'opinione pubblica alla conoscenza di questo ennesimo dramma occupazionale e sociale che si sta prospettando per migliaia di famiglie, soprattutto perchè appoggino la lotta per evitare un'altro disastroso fallimento quale è stato quello dell'impero Villani nella provincia di Salerno solo qualche mese fa.  Le segreterie provinciali RdB - Sdl chiedono un incontro urgente con il Prefetto di Salerno, Dott. Sabatino Marchione, per sottoporre i contenuti della vertenza in corso. Vertenza DESPAR Campania </p>
<p align="justify" class="bodytext"> Finalmente i lavoratori sono entrati nella trattativa da cui dipende il futuro di circa 1200 dipendenti dell'Impero Della Monica che distribuisce e commercializza prodotti alimentari in tutta la Campania. Tra Eurospar, Interspar e Despar, i punti vendita sono 23 nella provincia di Salerno, 9 in quella di Napoli, 9 in quella di Caserta, 5 ad Avellino e 1 a Benevento. Impedire il fallimento ma allo stesso tempo difendere lo stipendio che manca da tre mesi: questo è l’imperativo dell’assemblea permanente indetta dai lavoratori e riconvocata per lunedì mattina presso la sede centrale di CAVAMARKET sita nella zona industriale di Salerno. Dopo l’assemblea e il confronto diretto con Della Monica in mattinata, dopo oltre 3 ore in Confindustria a Salerno nel pomeriggio e altre 2 ore in serata a confronto con uno dei manager della holding , troppi sono ancora gli interrogativi che attanagliano i lavoratori e tanta l'incertezza che li tiene legati ad un’azienda cui hanno dedicato una vita.  </p>
<p align="justify" class="bodytext"> Due sono ora i tavoli dove i lavoratori possono far sentire la loro voce: quello con le parti sociali che andranno a ratificare la burocrazia necessaria per la mobilità e la cassa integrazione e quello aziendale dove c’è da rivendicare una rappresentanza dei lavoratori che sappia ridare dignità e rispetto a chi continua a fare enormi sacrifici aspettando uno stipendio che non arriva da tre mesi. Un terzo tavolo, forse quello più importante va aperto con le istituzioni e i governi degli enti locali, Comune, Provincia e Regione affinché la politica sappia evitare l’ennesima crisi sociale dovuta alla mancanza di reddito per quasi 1200 famiglie. Questa crisi sta già aggravando la crisi economica del territorio in termini di calo dei consumi e di richiesta di servizi sociali.  </p>
<p align="justify" class="bodytext"> Capire che salario e occupazione non possono essere solo un problema “aziendale” non è difficile ma rivendicare i propri diritti e quello di non pagare le crisi “aziendali” attiene alla capacità dei lavoratori di organizzarsi e lottare con i denti per contare e non essere contati, per non cadere nella trappola di una roulette russa come quella della mobilità forzata che diventa l’ennesimo, inevitabile, agnello sacrificato al dio profitto. </p>
<p align="center" class="bodytext"> <strong>RdB SDL</strong></p>]]></content:encoded>
			<category>documenti generali</category>
			
			
			<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 11:47:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>servizi ambientali: crisi Gesip</title>
			<link>http://www.lavorivariabili.it/index.php?id=20&#38;tx_ttnews%5Btt_news%5D=23705&#38;cHash=c29d942eb0&#38;MP=63-642</link>
			<description>Da troppo tempo le condizioni di Gesip sono considerate estremamente precarie. Precarietà che...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify" class="bodytext">Da troppo tempo le condizioni di Gesip sono considerate estremamente precarie. Precarietà che continuamente viene scaricata sui lavoratori che subiscono le angherie di amministratori che negli anni si sono dimostrati palesemente  incapaci, e da una amministrazione comunale, unica proprietaria della società, che intende risparmiare gli sperperi operati sulla pelle dei dipendenti.</p>
<p align="justify" class="bodytext">  Istituti previsti dal contratto nazionale di lavoro come la mensa, il riconoscimento delle mansioni , il corretto inquadramento dei lavoratori,ecc., sono alcuni degli esempi di diritti negati. A tutto questo, che non è poco, si somma la continua incertezza nei pagamenti delle retribuzioni  ed il futuro della Gesip.  </p>
<p align="justify" class="bodytext"> Ecco, se questa è la rappresentazione , ed è la vera rappresentazione, c’è da stare poco allegri e molto preoccupati!  Allora secondo la RdB sono due le possibilità di scelta: aspettare che qualcuno determini la fine di questa società e con essa il licenziamento di tutti i lavoratori; o definire una strategia che imponga scelte che salvaguardino i lavoratori sia per il riconoscimento legittimo dei diritti negati che in ordine alle  garanzie sul  futuro occupazionale. Noi abbiamo deciso di riprendere la nostra marcia. Non siamo abituati  a consegnare  ad altri il nostro destino e quello dei lavoratori. </p>
<p align="justify" class="bodytext"> Per questi motivi abbiamo deciso di riprendere la conflittualità iniziando con alcune vertenze mai definite . Inizieremo, infatti,  con  i 350 dipendenti assunti nel settore del verde. Questi lavoratori sono stati inquadrati al 2° livello  e lì hanno messo radici nonostante le promesse, mai mantenute, da parte di  Gesip e della amministrazione comunale circa un futuro inquadramento al 3° livello, come detto, mai avvenuto. A questo si aggiungono i numerosi lavoratori ai quali, pur espletando mansioni superiori, viene negato il corretto inquadramento. Questo legittimo diritto deve essere riconosciuto con le “ BUONE o con LE CATTIVE “! </p>
<p align="justify" class="bodytext"> La RdB  ha deciso quindi  di indire un presidio per mercoledì 10 marzo 2010 dalle ore 9.30 alle 12.30 presso  Palazzo Palagonia sede del Direttore Generale Ing Lo  Cicero  per chiedere l’immediata soluzione della vertenza e l’istituzione di un tavolo di crisi per affrontare e risolvere le innumerevoli problematiche che i dipendenti Gesip vivono sulla propria pelle non ultimo, ripetiamo, quello legato al proprio futuro. </p>
<p class="bodytext">     Palermo, 3 marzo 2010   </p>
<p align="center" class="bodytext">                                             Per La Federazione Regionale </p>
<p align="center" class="bodytext">                                                                                        Paolo Di Gaetano   </p>]]></content:encoded>
			<category>multiservizi logistica trasporti</category>
			
			
			<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 10:59:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
	</channel>
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